Il linguaggio dell’oreficeria si intreccia con architettura e scultura nella nuova mostra ospitata dalla Babs Art Gallery. Fino al 15 maggio, infatti, la BABS aprirà le porte alla mostra personale di Letizia Cariello, in arte LETIA, le cui “sculture portatili” si pongono come ponte tra un passato di ispirazione medievale e un futuro ancora da scrivere.
Le creazioni, presentate in edizione limitata, sono frutto di una riflessione profonda sul corpo e sullo spazio, concepite per essere indossate ma anche per riflettere sul concetto di architettura. Questi gioielli sfuggono a qualsiasi categorizzazione legata alla moda o all’accessorio, proponendo invece una nuova visione dell’arte indossabile.
I materiali utilizzati, come il marmo levigato e l’oro, insieme ai ventagli di acciaio, creano un linguaggio visivo ricco di simbolismo. Ogni pezzo è pensato per raccontare una storia, una connessione profonda tra il materiale e il suo significato, riflettendo il tempo e lo spazio attraverso l’arte.
Francesca Molteni, critica d’arte che ha redatto un saggio per la mostra, suggerisce che le creazioni di LETIA invitino a decifrare un “percorso segreto”, un labirinto tra natura e geometria, dove l’architettura delle cattedrali gotiche trova una nuova forma.
I gioielli di LETIA sono il frutto di un’accurata ricerca estetica e storica, ispirati a motivi medievali e a una geometria che riflette una profonda connessione tra pensiero, spazio e simbolismo. Anelli, chocker e collane esprimono un richiamo forte a Bisanzio e al Medioevo, con echi del Surrealismo che si intrecciano ai simboli di potere femminile in una narrativa visiva coinvolgente.
La mostra rappresenta dunque un’opportunità per immergersi in un viaggio che attraversa la storia, la cultura e l’estetica, dove ogni gioiello non è solo un ornamento, ma un racconto da indossare, un segno di identità e un’espressione di creatività.








