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Il settore orafo italiano ha chiuso il 2024 con risultati incoraggianti, dimostrando una resilienza significativa in un contesto economico globale caratterizzato da tensioni geopolitiche, tensioni inflazionistiche e sfide logistiche. Secondo i dati presentati dal Club degli Orafi Italia, in collaborazione con Intesa Sanpaolo, il comparto ha registrato un incremento del fatturato del 4,4%, a differenza del sistema moda che ha subito un calo del 9,1%.

Il quadro macroeconomico del settore evidenzia come l’export di gioielli in oro abbia raggiunto livelli storici, toccando i 13,7 miliardi di euro (+49% in valore e +23% in qualità rispetto al 2023), grazie alla crescita delle vendite verso la Turchia, nuovo hub di riferimento per le esportazioni di oro e gioielli italiani.

L’analisi territoriale italiana sottolinea come Arezzo si riconfermi il distretto leader del settore, con esportazioni che hanno superato i 7,7 miliardi di euro (+119% rispetto al 2023). Vicenza e Valenza, altri poli nevralgici, evidenziano rispettivamente una crescita del 15% e un lieve calo (-2%).

Il focus sul mercato americano, invece,  lo evidenzia come uno dei principali sbocchi per le esportazioni italiane di gioielli in oro, con oltre un miliardo di euro nel 2024 con il coinvolgimento principale delle province di Torino, Treviso e Vicenza.

In un contesto di crescente complessità, le imprese si mostrano ottimiste per il 2025: circa il 21% degli operatori intervistati si aspetta una crescita del fatturato, anche se il quadro è stato influenzato negativamente dalle recenti tensioni geopolitiche, che hanno visto il 57% delle aziende segnalare un peggioramento del sentiment rispetto all’inizio dell’anno. Tuttavia, la propensione a investire e a espandersi sui mercati internazionali rimane elevata, con molte imprese intenzionate a incrementare le proprie vendite all’estero.

Uno degli aspetti più approfonditi dalla ricerca condotta dal Club degli Orafi Italia e Intesa Sanpaolo riguarda le filiere di fornitura. La qualità delle lavorazioni, il rispetto dei tempi e il rapporto qualità-prezzo si confermano come fattori prioritari nelle relazioni di filiera, che si svolgono prevalentemente a livello locale: il 73% delle aziende ha una catena di fornitura sviluppata esclusivamente in Italia. 

Anche la sostenibilità e il controllo della qualità rappresentano temi sempre più incidenti con la maggioranza delle imprese medio-grandi che prevede un sistema di controlli, mentre più della metà delle imprese più piccole mostra ancora un’assenza di attività di controllo.

Nel 2025 il settore orafo italiano si presenta come un comparto dinamico e resiliente, capace di adattarsi alle turbolenze di un contesto globale complesso. Le prospettive per i prossimi mesi restano positive, sebbene siano necessari investimenti in sostenibilità, innovazione e gestione delle supply chain per mantenere il vantaggio competitivo. La sfida sarà quella di consolidare la qualità e l’efficienza delle filiere, valorizzare ulteriormente i mercati internazionali e rafforzare la propensione all’innovazione, per continuare a scrivere il futuro del Made in Italy nel settore orafo.

Foto in evidenza di RDNE Stock project

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