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Il lusso europeo continua a trainare economia, occupazione e turismo, nonostante le incertezze geopolitiche globali. Lo conferma il nuovo studio presentato al Parlamento Europeo dall’ECCIA (European Cultural and Creative Industries Alliance), in collaborazione con Bain & Company, che fotografa la potenza e la vulnerabilità dell’alto di gamma nel Vecchio Continente.

Secondo i dati, i brand europei del lusso hanno generato nel 2024 un volume d’affari di 986 miliardi di euro, contribuendo per il 5% al PIL dell’Unione Europea e rappresentando l’11,5% delle esportazioni totali. A livello globale, le aziende europee detengono il 70% del mercato del lusso, con una proiezione di crescita che potrebbe portare il valore del settore a 2.500 miliardi di euro entro il 2030.

Il report sottolinea anche il ruolo cruciale del lusso per il turismo: ben il 25% del valore complessivo del turismo europeo è generato da visitatori attratti dall’alto di gamma, con il 40% dei turisti di fascia alta che sceglie l’Europa per l’offerta manifatturiera e creativa.

Tuttavia, l’industria, che dà lavoro a 2 milioni di persone, deve fare i conti con nuove minacce: dazi commerciali, tensioni tra USA e Cina (che insieme valgono il 35-45% del mercato) e una crescente retorica protezionistica che rischia di compromettere la competitività globale. 

Per affrontare queste sfide, l’Alleanza ha avanzato cinque raccomandazioni politiche all’UE che prevedono la tutela della proprietà intellettuale e la lotta alla contraffazione, anche attraverso un rafforzamento del Digital Services Act e una legislazione specifica per garantire la tracciabilità dei prodotti; la protezione della customer experience, difendendo la distribuzione selettiva e contrastando le vendite non autorizzate; la sostenibilità regolamentata, con tempi di adeguamento realistici e regole eque per tutti gli operatori del mercato; la valorizzazione dell’artigianato e delle competenze, colmando il divario formativo e introducendo un riconoscimento ufficiale europeo come il titolo di “Maître d’Art”; infine, la promozione del commercio e del turismo, incentivando accordi di libero scambio, facilitando l’ingresso dei turisti extra-UE e promuovendo lo shopping esentasse.

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