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Eberhard & Co. dà il benvenuto nel suo Museo a un prezioso cronografo del 1941, testimone autentico della prima grande stagione creativa della Maison. L’esemplare, dotato di movimento meccanico a carica manuale calibro EB 1600, rappresenta una sofisticata espressione della maestria tecnica e del gusto estetico tipico dell’epoca. Il suo dispositivo meccanico consente l’arresto e la ripartenza del cronografo senza azzeramento, grazie al pulsante scorrevole posto a ore 4 – una peculiarità distintiva dei segnatempo Eberhard & Co. – mentre a ore 2 si trova il comando per partenza, arresto e reset. La cassa in acciaio inossidabile, dal diametro di 40 mm, incornicia un quadrante nero opaco riccamente dettagliato: numeri arabi e indici dorati, due contatori, scala telemetrica esterna, scala a 1/5 di secondo e una raffinata scala tachimetrica a chiocciola al centro. 

Questo cronografo sportivo, concepito in un momento storico complesso, testimonia la capacità di Eberhard & Co. di coniugare innovazione e bellezza. Fondata nel 1887 da Georges-Lucien Eberhard, l’azienda aveva già conquistato un ruolo di primo piano nell’orologeria svizzera grazie a importanti tappe evolutive: dal primo cronografo monopulsante da polso del 1919 ai modelli degli anni Trenta, adottati come segno distintivo dagli ufficiali della Regia Marina Militare del Regno d’Italia.

Il segnatempo del 1941, oggi conservato nel Museo Eberhard & Co., rappresenta dunque una testimonianza viva della tensione verso il progresso che ha sempre animato la Maison – la stessa che, un anno dopo, nel 1942, portò alla nascita del celebre Sistema Magini, il cronografo che accompagnò la storica trasvolata Roma–Tokyo.

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