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Dopo il successo della prima edizione veneziana del 2024, Buccellati inaugura in Cina una nuova tappa della mostra The Prince of Goldsmiths. Buccellati Rediscovering the Classics, ospitata allo Shanghai Exhibition Center fino al 5 gennaio 2026. Un appuntamento che propone un percorso immersivo nell’eredità artistica e artigianale della storica Maison italiana.

Il titolo della mostra riprende l’appellativo con cui Gabriele D’Annunzio definì nel 1936 Mario Buccellati, “Il Principe degli Orafi”, enfatizzando la sua capacità di trasformare i metalli preziosi in opere d’arte. Questa seconda edizione si presenta ampliata: quattro nuove sale espositive e 250 creazioni, tra cui 150 gioielli e 100 oggetti in argento, raccontano un secolo di eccellenza orafa.

La mostra è curata da Alba Cappellieri e sviluppata scenograficamente da Balich Wonder Studio, che firma concept creativo e produzione esecutiva. L’allestimento combina elementi classici, come colonne e simmetrie, con linguaggi multimediali, restituendo un dialogo tra tradizione e contemporaneità.

La mostra si apre con The Buccellati Generations, una sala introduttiva dove il simbolo della farfalla accompagna il visitatore attraverso l’evoluzione della Maison. Quattro spille – realizzate da Mario, Gianmaria, Andrea e Lucrezia Buccellati – illustrano l’evoluzione stilistica familiare.

Segue An Italian Family Story, ricostruzione dello studio privato della famiglia Buccellati, con fotografie, memorabilia e corrispondenze accompagnate dalla voce narrante di Gianmaria Buccellati, figura chiave dell’espansione internazionale del brand.

Tre ambienti compongono la sezione Manmade Wonders: Wonders for Special Occasions, presenta storiche trousse e borsette insieme alle nuove pochette firmate da Andrea Buccellati;
Wonders of Beauty and Proportions esplora il rapporto tra arte orafa e architettura, con proiezioni immersive che animano materiali d’archivio e capolavori italiani come Santa Maria del Fiore; infine, Wonders from the Past rende omaggio al mondo classico con la collezione di coppe Boscoreale, ispirate al tesoro romano rinvenuto nel 1895 nei pressi di Pompei.

La natura è protagonista, invece, nella sezione Natural Wonders, animata da proiezioni di tavole botaniche e dipinti come La Primavera di Arcimboldo. Qui spiccano argenti finemente lavorati della collezione Nature e oggetti per la mise en place dalle forme organiche. Le sottosezioni Wonders of the Earth e Wonders of the Sea mettono in scena creature in argento ispirate al mondo animale, includendo nuove collaborazioni con Venini e Ginori 1735.

Il corridoio immersivo The Buccellati Craftsmanship conduce, poi, nell’universo tecnico della Maison: bulini, lime e strumenti storici raccontano la precisione dell’artigiano. La sezione culmina con Mosaico (2023), film d’autore di Yuri Ancarani dedicato alla lavorazione e all’omonima collezione di alta gioielleria.

L’ultima parte del percorso è una galleria metafisica in cui video-installazioni e colonne bianche creano una scenografia atemporale. Qui la mostra rende tributo alla perfezione classica con un omaggio iniziale alla scultura Amore e Psiche di Antonio Canova. Le prime colonne sono dedicate alle tecniche distintive della Maison – Pizzo, Tulle, Incisione (Rigato, Telato, Segrinato, Ornato, Modellato) e Incatenatura – mentre ai lati si susseguono creazioni iconiche: dagli Ombelicali amati da D’Annunzio alle Eternelle degli anni ’40, fino ai celebre Cocktail Rings degli anni ’50 e ’60. Lo spazio accoglie anche le collezioni contemporanee: Macri, Hawaii, Étoilée, Opera, Flora e Animalier.

Foto in evidenza: Filippo, Mariacristina, Andrea, Lucrezia, Nicolas Luchsinger, Carolina, Luca Buccellati

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