Si è tenuto il 4 dicembre ad Arezzo la quinta edizione del Summit del gioiello italiano, mettendo al centro una domanda chiave: come può il settore difendere il proprio patrimonio, innovare processi e linguaggio e, allo stesso tempo, restare ancorato a un’idea forte di valore sociale dell’imprenditoria e rispondere ai nuovi contesti.
Nel corso della tavola rotonda “Geopolitica, oro e futuro: come difendere, innovare e preservare la tradizione” i relatori hanno intrecciato analisi macroeconomiche con le visioni imprenditoriali e le testimonianze di filiera.
L’evento è stato organizzato da IEG – Italian Exhibition Group, in partnership con ICE Agenzia e il sostegno di Unoaerre Industries SpA e BPER Banca, con il patrocinio di Regione Toscana, Arezzo Fiere e Congressi, Camera di Commercio Industria Artigianato e Agricoltura di Arezzo – Siena e Provincia di Arezzo e Comune di Arezzo.
La tavola rotonda ha fatto emergere immediatamente una fotografia aggiornata della complessa situazione geopolitca attuale, che non può essere considerata uno sfondo quanto piuttosto una variabile quotidiana per tutti gli imprenditori del settore. Le tensioni internazionali, i beni di rifugio, la riorganizzazione delle filiere produttive e logistiche, oltre a un nuovo panorama demografico, impattano direttamente su molte variabili di produzione aziendale.
Nel dialogo con Federico Fubini, vicedirettore ad personam del Corriere della Sera, è emersa l’urgenza di leggere con lucidità i nuovi blocchi geopolitici, le aree di rischio e i cambiamenti nella domanda globale di gioielleria. Il messaggio alle imprese è stato chiaro: serve passare da una gestione “reattiva” delle crisi a un approccio strategico che integri scenari macro, gestione del rischio e scelte consapevoli su mercati, partner e politiche di prezzo.
L’intervento di Fabrizio Bernini, presidente di Zucchetti Centro Sistemi, ha portato sul palco il punto di vista di chi vive ogni giorno l’innovazione tecnologica nei più vari contesti aziendali. Digitalizzazione dei processi, utilizzo intelligente dei dati, automazione “su misura” e integrazione fra software e persone sono stati indicati come i pilastri per aumentare produttività e capacità di risposta ai cambiamenti del mercato.
Massimo Poliero, presidente e CEO di Legor Group e presidente di AFEMO, ha proseguito sul tema dell’innovazione e della digitalizzazione ponendo anche l’accento sull’importanza di presidiare nicchie di prodotto e di avvicinare le nuove tecnologie senza timore.
Di grande impatto anche l’intervento di Denise Vangelisti, vicepresidente di Freschi & Vangelisti, che ha spostato il confronto sul ruolo sociale e culturale dell’arte e sull’importanza di spingere sulle competenze. Il gioiello è anche un linguaggio capace di tenere insieme i territori puntando sulle nuove generazioni, con una responsabilità precisa: non interrompere la trasmissione delle competenze, dei saperi manuali e della sensibilità estetica che caratterizzano il distretto aretino e, più in generale, tutto l’artigianato italiano. La formazione dei giovani sulle abilità artigianali più peculiari rappresenta un investimento strategico per il comparto e per la tutela dell’heritage italiano.
La chiusura dei lavori ha visto, come da tradizione, la presentazione del gioiello vincitore della categoria Talent del concorso Premiere, magistralmente curato dal Direttore Artistico Beppe Angiolini e dedicata a studenti e designer under 30. Un appuntamento nato per celebrare eccellenza manifatturiera e visione contemporanea. In particolare, la categoria Talent accende i riflettori sulle nuove generazioni di orafi, offrendo ai giovani la possibilità di trasformare un’idea in un gioiello reale grazie alla collaborazione con le aziende del territorio aretino, facendo da ponte tra formazione e produzione
L’edizione 2025 ha visto la vittoria di Marianna Maddaluna, studentessa del Liceo Artistico Giovagnoli di Sansepolcro, premiata per il progetto “Fior di Vetro”.
La scelta di presentare il gioiello vincitore al Summit ha ribadito il messaggio che ha attraversato tutti gli interventi: il futuro del comparto non può essere solo difeso, va anche immaginato e progettato, valorizzando il talento giovane come risorsa concreta di competitività. Il Premio ha fatto dialogare in modo strutturale enti di formazione e filiera produttiva. Marianna Maddaluna ha ricevuto il premio dalle mani di Mauro Benvenuto, Presidente della Consulta Orafa Aretina, e Matteo Farsura, Global Exhibition Manager di IEG.
Laura Biason
Direttrice Club degli Orafi





