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C’è un filo sottile che attraversa la storia del costume maschile: è il dialogo continuo tra abito e gioiello, due linguaggi solo apparentemente separati, in realtà intimamente connessi nel definire ruoli, status, appartenenze e identità. È proprio questo intreccio il cuore della mostra “The Gentleman – Stile e gioielli al maschile”, a cura di Mara Cappelletti (gioielli) e Gian Luca Bovenzi (moda) e visitabile fino al 27 settembre 2026 nelle sale del primo piano di Palazzo Morando | Costume Moda Immagine  a Milano.

Prodotta dal Comune di Milano e da Palazzo Morando in collaborazione con l’Associazione Culturale Stile e Storia, la mostra si inserisce con autorevolezza nel panorama delle riflessioni contemporanee sul costume, restituendo centralità a un tema troppo a lungo marginalizzato: l’ornamento maschile come fatto culturale, storico e simbolico.

Attraverso gioielli originali, documenti d’epoca e abiti, “The Gentleman” racconta come l’ornamento non sia mai stato un semplice accessorio. Al contrario, è sempre stato un forte strumento di comunicazione, capace di indicare l’appartenenza a una casata, a un gruppo sociale, a un contesto politico o militare. Ogni oggetto esposto è stato scelto non solo per il suo valore estetico, ma soprattutto per la sua capacità narrativa: un dettaglio che narra di potere, di funzione, di vanità o di rigore.

Il percorso espositivo si sviluppa secondo un rigoroso impianto cronologico che accompagna il visitatore dal Settecento alla contemporaneità. Nel XVIII secolo l’uomo europeo delle élite indossa con disinvoltura gioielli sontuosi: fibbie tempestate di pietre, sigilli, catene d’oro e tabacchiere smaltate. L’Ottocento segna invece la cosiddetta “grande rinuncia”: la sobrietà borghese ridimensiona l’esuberanza decorativa, ma non elimina il gioiello, che sopravvive in forme discrete e funzionali come gemelli, spille da cravatta, bastoni da passeggio e catene da orologio.

Il Novecento introduce una dialettica più complessa. Da un lato la modernità impone semplificazione e standardizzazione; dall’altro artisti, intellettuali e icone dello spettacolo riportano l’ornamento al centro dell’espressione individuale. La mostra evidenzia questi momenti di frattura, mostrando come il gioiello torni ciclicamente a essere simbolo di carisma, appartenenza culturale o affermazione identitaria. Il percorso si chiude con la contemporaneità, dove l’uomo riscopre una libertà espressiva svincolata da codici rigidi e gerarchie di genere. Nel nostro secolo i gioielli tornano più che mai in voga e diventano protagonisti. Dalle collane ai braccialetti, dagli anelli agli orecchini, ai gemelli sempre più vistosi. Si assiste inoltre al grande ritorno della spilla proposta da molte maison di alta gioielleria.

Fondamentale è anche lo sguardo sul presente: la narrazione si arricchisce di creazioni iconiche di maison storiche come BuccellatiBulgariCartier e Damiani, accanto a realtà artigianali e di ricerca come Cusi di Corso Monforte, Grimoldi, Margherita Burgener, Milano Jewels e Lucilla Giovanninetti. Ne emerge un racconto sfaccettato, in cui il gioiello maschile diventa spazio di sperimentazione, innovazione e identità.

Oggi molti gioielli hanno superato la suddivisione tra maschile e femminile sia in termini di forma che di dimensioni e di materiali, diventando genderfluid: si ampliano così gli orizzonti dello stile attraverso nuovi codici. Molti ornamenti moderni e contemporanei sono creati nell’intento dei designer per celebrare l’autenticità delle persone che li indossano, superando ogni convenzione, pregiudizio o trend. Sono pensati per tutti, senza barriere di genere o età.”, dichiara Mara Cappelletti, curatrice della mostra.

Una visione che trova riscontro anche nell’allestimento: grazie al contributo di Kyocera, la scenografia tessile stampata con tecnologia For Earth che ha creato fondali immersivi che valorizzano abiti e gioielli come parti di un unico sistema culturale e stilistico.

“The Gentleman – Stile e gioielli al maschile” rappresenta un’indagine colta sul modo in cui l’uomo ha costruito, e continua a costruire, la propria immagine attraverso l’ornamento, dimostrando che anche nel dettaglio più piccolo si nasconde una storia più grande.

Laura Astrologo Porché

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