Il Festival dell’Economia di Trento, che ha appena chiuso la sua 21ª edizione, ha offerto a Federpreziosi una cornice particolarmente efficace per affrontare uno dei temi oggi più urgenti per il mondo delle imprese: il passaggio generazionale. Parlare di giovani, infatti, significa ormai parlare direttamente del futuro delle aziende, dei territori e del Made in Italy.
Con questo obiettivo Federpreziosi ha scelto di “fare sistema”, promuovendo alla Fondazione Caritro un momento di confronto insieme a Federorafi Confindustria. Un passaggio non scontato in un comparto come quello orafo-gioielliero, dove costruire una visione condivisa tra realtà, sensibilità e modelli imprenditoriali differenti richiede uno sforzo concreto. L’incontro ha invece mostrato come la collaborazione tra associazioni, imprese e territorio possa diventare uno strumento reale di crescita.
La domanda al centro del dibattito era chiara: il settore è davvero pronto a costruire un ponte tra esperienza e nuove competenze? Da qui è emersa una fotografia precisa: il ricambio generazionale resta spesso difficile, rallentato da incomprensioni, timori e da un dialogo tra generazioni non sempre fluido. Allo stesso tempo, però, il messaggio condiviso dai partecipanti è stato netto: rinviare il cambiamento non è più possibile.
Qui sotto è possibile scaricare l’Osservatorio Federpreziosi dedicato al Passaggio generazionale nelle gioiellerie.
Il comparto orafo rappresenta uno dei simboli più riconoscibili del Made in Italy. Artigianalità, cultura del bello, creatività e competenze costruite nel tempo formano un patrimonio di valore straordinario, che rischia però di indebolirsi se non sarà capace di coinvolgere davvero le nuove generazioni. In questo scenario, il rapporto tra scuola e impresa diventa decisivo: nessun mestiere sopravvive senza qualcuno disposto a impararlo.
Avvicinare studenti e giovani al mondo orafo non significa soltanto formare nuove professionalità, ma trasmettere identità, cultura del lavoro e senso di appartenenza. Investire sui giovani, quindi, non vuol dire solo garantire una successione familiare: significa anche aprire le aziende all’innovazione, al digitale e a nuovi modelli di mercato. È qui che si gioca la sfida vera del settore: coniugare tradizione e modernità senza perdere il valore umano che ne costituisce l’unicità.
Nel corso dell’incontro il presidente di Federpreziosi Confcommercio Stefano Andreis, la presidente di Federorafi Confindustria Maria Cristina Squarcialupi, il presidente di Confindustria Toscana Sud, Giordana Giordini e il presidente di Assocoral e vice presidente Vicario di Federpreziosi Confcommercio, Vincenzo Aucella hanno portato idee, esperienze e proposte concrete. Da tutti gli interventi è emersa una convinzione condivisa: ascoltare i giovani, valorizzarne creatività ed entusiasmo e coinvolgerli realmente nei processi aziendali rappresenta oggi la risposta più efficace al rischio di desertificazione commerciale e alla crescente carenza di personale qualificato che interessa l’intera filiera produttiva.





