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La crisi del diamante naturale colpisce uno dei suoi luoghi simbolo. De Beers sospenderà per due anni la produzione nella miniera Venetia, il più grande giacimento diamantifero del Sudafrica, per ridurre i costi e rimodulare gli investimenti nel progetto sotterraneo. La miniera impiega circa 3.500 persone, vale intorno al 10% della produzione del gruppo e rappresenta circa il 40% dell’output diamantifero sudafricano.

La decisione arriva in una fase complessa per De Beers, che Anglo American sta cercando di vendere nell’ambito di una rifocalizzazione su rame e minerali legati alla transizione energetica. Il mercato resta debole: la domanda ha rallentato, soprattutto in Cina, mentre i diamanti lab-grown continuano a esercitare pressione sui prezzi, soprattutto sulle pietre più piccole. Secondo l’indice di WWW International Diamond Consultants, i prezzi del grezzo sono scesi di circa il 50% dai massimi del 2022.

Venetia era stata al centro di un investimento da 2,2 miliardi di dollari per trasformare l’attività da miniera a cielo aperto a sito sotterraneo, con una vita produttiva prevista fino al 2046. Lo stop, pur senza modificare la guidance 2026 del gruppo, conferma la necessità di una gestione più disciplinata dell’offerta.

De Beers ha già tagliato oltre 100 milioni di dollari di costi annui dal 2024 e continua a investire in marketing per rilanciare il valore del diamante naturale. La sfida è difendere rarità, desiderabilità e redditività in un mercato che sta ridisegnando i propri equilibri.

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