FOPE chiude il primo semestre 2026 con ricavi netti consolidati di 56,8 milioni di euro, in crescita del 32% rispetto ai 43 milioni dello stesso periodo del 2025. Il fatturato era già stato anticipato a luglio; la relazione semestrale approvata il 25 settembre completa il quadro con un netto miglioramento della redditività.
L’EBITDA raggiunge 14,8 milioni di euro, contro 10,6 milioni un anno prima, mentre il margine sale dal 24,6% al 26,1%. Cresce anche il risultato operativo, da 9,1 a 13,3 milioni. L’utile netto si attesta a 9,4 milioni, rispetto ai 5,6 milioni del primo semestre 2025. La posizione finanziaria netta resta positiva per 9,9 milioni, sostanzialmente stabile rispetto alla fine dello scorso anno.
Per l’azienda vicentina, che realizza circa l’87% del fatturato all’estero, la crescita coinvolge sia le aree consolidate sia quelle su cui sta investendo. “Tutti i mercati hanno risposto positivamente alle attività commerciali e agli investimenti programmati: sia quelli storicamente vicini al brand come l’Europa e gli Stati Uniti che i mercati per noi emergenti come il Giappone, la Corea del Sud e i paesi del Sud Est asiatico”, ha sottolineato l’amministratore delegato Diego Nardin.
Nel confronto dei ricavi va considerato anche l’aumento medio dei listini applicato nei primi mesi del 2026 per rispondere al rincaro dell’oro. Il +32% non misura quindi, da solo, l’incremento dei volumi venduti.
FOPE produce internamente a Vicenza e raggiunge il mercato attraverso una rete di oltre 700 punti vendita nel mondo. Il rapporto diretto con le gioiellerie multimarca, senza distributori intermediari, resta un elemento centrale del suo modello commerciale.
Guardando alla seconda metà dell’anno, il gruppo segnala un portafoglio ordini in crescita rispetto allo stesso periodo del 2025 e in linea con il budget. FOPE prevede per l’intero 2026 un aumento delle vendite e un risultato economico positivo, pur mantenendo cautela sulle possibili evoluzioni dello scenario internazionale.





