Durante i mesi più difficili del Covid-19, un lungo lockdown ci ha fisicamente divisi. Il Grand Tour mi aveva portata, fino a quel momento, nelle città italiane a incontrare e conoscere personalmente le storie delle migliori eccellenze Made In Italy nel settore del gioiello ma, con l’avvento della quarantena, ho dovuto momentaneamente interrompere il mio viaggio e iniziare una lunga riflessione su come mantenere viva la libertà dell’arte. Proprio in quei primi giorni di restrizioni ho ricordato una frase di Marco Aurelio: «Il saggio stoico è libero in una prigione o in un castello, da schiavo o da re».
Ho quindi deciso di continuare a viaggiare trasformando il Grand Tour in un appuntamento virtuale. Attraverso le dirette su Instagram ho incontrato le migliori eccellenze italiane del gioiello: sono stata a Todi insieme a Giovanni Corvaja, a Vicenza con Cleto Munari, a Lodi guidata da Gianni De Liguoro, a Valenza insieme a Silvia Grassi Damiani e, infine, a Lecce in compagnia di Gianni De Benedittis. Così la digitalizzazione, che oggi è diventata fondamentale nelle nostre vite, ci ha permesso di continuare a progettare, incontrarci, vederci e confrontarci nonostante una separazione fisica forzata.